Chi sono

“La confusione è quel magnifico stato che precede di poco la successiva chiarezza.”  [ Salvatore Brizzi ]

 

  MI CHIAMO Marco Salvetti. Amo l’arte in tutte le sue forme, dalla pittura al  cercare di vivere la vita stessa come opera d’arte. Nasco nel 1976 a Roma, dove vivo e lavoro.                                                                                                                               INIZIO…  Tutto inizia con un regalo da bambino. Una valigetta di colori ad olio che mia madre per anni mi proibì di usare perché diceva “troppo preziosi” per la mia età. Quella valigetta finì nel dimenticatoio. Poi un giorno all’improvviso mi riapparve sotto gli occhi tra pile di buste, scatole e cartoni. La presi, non chiesi nessun permesso, la aprii, dentro trovai anche una piccola tela con dei pennelli. Mi nascosi in un angolo della casa. Dipinsi il mio primo stato d’animo. Da quel momento non ho più smesso…                                                                                   LO STILE…  rifuggo quasi del tutto la pittura statica intesa come rappresentazione fedele della realtà. Capita che dipinga in plein air, ma più che dipingere paesaggi cerco di evocarne l’aspetto suggestivo, per esprimere sempre quel bisogno interiore che ho di dare un’immagine ai miei più profondi pensieri e stati d’animo. Reputo le mie opere delle allegorie espressive in equilibrio tra il reale e il simbolico. Cerco di rappresentare questo dualismo incastrando in mezzo ai colori stesi sulla tela elementi più svariati, spesso naturali; così la maggior parte delle mie opere è in rilievo.                                           Tra le altre tecniche che uso c’è la combustione. Fui ispirato dal “Grande Rosso” di Alberto Burri, e ricordo che davanti a quel quadro dissi “voglio bruciare anche io”. E così feci. Sono alla continua ricerca di sperimentazioni stilistiche ed espressive. Non cerco a tutti i costi l’originalità nelle mie opere, ma piuttosto mi concentro sul loro significato, che possa evocare con chiarezza, forza e semplicità un preciso stato d’animo nell’osservatore.   Qualcuno ha definito i miei quadri terapeutici. E questo è il mio obiettivo finale. Come se si trattasse di psicoanalisi, terapia mediante l’empatia che cerca di scuotere lo spirito di chi guarda. Per me ogni forma di bellezza porta a Dio. Vorrei riuscire a rappresentarLo…                                                                                           ma non viene mai come vorrei.